Regia Giuseppe Vignieri
Musiche Giuseppe Aiosi
In scena Sepillo e Netroio
Disegno luci Debora Toscano
Costumi Maria Munfuletto
Progetto grafico Debora Toscano
Foto di scenaValentina Minutella
VideoRobert Goodman
Produzione I Trovatori
Durata 50 min circa
I Racconti di Sepillo da Ypsigro
La Pupara
Scuole secondarie di primo e di secondo grado, pubblico generale a partire dai 14 anni
Sinossi
Un giullare e un menestrello irrompono sulla scena trattando in chiave satirica e giullaresca il tema della lotta alla mafia.
Il sindaco del paese di Ypsigro, dopo aver ricevuto una lettare da parte dei Pupi che minacciano di impossessarsi di un bene pubblico, decide di non abbassare la testa e ribellarsi contro chi vuole compromettere la serenità e la tranquillità del paese.
Il sindaco decide di affrontare i Pupi e la Pupara, accompagnato dal suo fidato assessore, che solo durante il viaggio apprederà i rischi ai quali sono esposti. Durante il viaggio i due protagonisti si interrogheranno sulla loro funzione sociale e la loro responsabilità nei confronti della comunità. Come Don Chisciotte e Sancho Panza, l’uno avrà una visone idealistiche delle istituzioni, l’altro una visione elementare e popolare; ne verranno fuori dialoghi comici e allo stesso tempo profondi.
Intanto, la moglie del sindaco prega che il marito torni sano e salvo, interrogando se stessa e lo spettatore su cos’è che spinge certi uomini a ribellarsi a quella piaga sociale mai nessuno è riuscito a debellare , una lotta che sembra essere contro i mulini al vento. I due uomini, infine, si troveranno faccia a faccia con La Pupara, la quale è pronta a non risparmiare nessuno dei due, ma apprenderà un’amara verità.
Nel 2023 lo spettacolo partecipa al festival Le mille e una piazza di Milano aggiudicandosi il premio “menzione speciale per l’impegno sociale e civile”.
Note di Regia
Lo spettacolo è parte di un progetto artistico teatrale più ampio I Racconti di Sepillo da Ypsigro. Gli spettacoli efferenti questo progetto si ispirano alle giullarate del XII-XIII secolo. La scena è ridotta al minimo, solo due casse accompagnano gli attori, l’una contenente strumenti medievali che colorano, con sonorità non convenzionali, le storie narrate e cantate, l’altra tutti gli elementi scenici necessari a dar vita ai personaggi e le ambientazioni dei racconti. Sepillo (Il Giullare) e Netroio (Il menestrello) interpretano i vari personaggi delle storie, intervallando i racconti con interventi che riportano i contenuti della storia alla contemporaneità, creando dei parallelismi con il costume e la società del nostro tempo, in chiave satirica e ironica.
Scheda tecnica
La scheda fa esclusivamente riferimento alla situazione ottimale. Per la natura del progetto teatrale, lo spettacolo è pensato per essere adattato in qualsiasi spazio scenico e in spazi non convenzionali.
Spazio scenico
•Misure minime richieste 6m X 4m
•Quadratura classica
•Sala totalmente oscurabile
Luci
•N. 8 – PC 1000 W + bandiere
•N. 3 sagomatori
•N. 2 ParLed
•Scala per puntamenti
•Cavi adeguati a tutti i collegamenti
•12 canali dimmer
•Console luci
Fonica
Solo qualora la sala esigesse di supporti fonici
•N. 3 microfoni panoramici.
•N.2 archetti
Davvero una bella esperienza per i ragazzi, e anche per noi
docenti! Grazie.”
È una storia di coraggiosa ribellione che ci invita a riflettere e
scegliere - quotidianamente - da che parte stare
Con il loro spettacolo ci hanno permesso di riflettere in modo
leggero ma profondo sul tema della Mafia, sull'impegno
quotidiano che ogni giorno ciascuno di noi è chiamato ad
avere in ogni campo, perché ognuno può e deve fare la sua
parte.
Narrazione, ritmo, energia in una storia che ci appartiene
profondamente. In una parola un gran bel lavoro. Da non
perdere!
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